Mar 26 2010

Trattato di Pace



fonte: www.austlii.edu.au/au/other/dfat/treaties/1948/2.html (download PDF)

 

copia in inglese del Trattato di Pace con l’Italia (10 febbraio 1947), conforme al testo ufficiale, comprende solamente gli articoli che si riferiscono alla costituzione del Territorio Libero di Trieste

 

 

TRATTATO DI PACE CON L’ITALIA

L’Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste, il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, gli Stati Uniti d’America, la Cina, la Francia, l’Australia, il Belgio, la Repubblica Sovietica Socialista di Bielorussia, il Brasile, il Canada, la Cecoslovacchia, l’Etiopia, la Grecia, l’India, i Paesi Bassi, la Nuova Zelanda, la Polonia, la Repubblica Sovietica Socialista d’Ucraina, l’Unione del Sud Africa, la Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia, in appresso designate “Le Potenze Alleate ed Associate” da una parte e l’Italia dall’altra parte:

Ad oggi gli Stati sono divenuti da venti a trentotto, in quanto l’Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste, Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia e la Cecoslovacchia si sono divise in piú nazioni.

Premesso che l’Italia sotto il regime fascista ha partecipato al Patto tripartito con la Germania ed il Giappone, ha intrapreso una guerra di aggressione ed ha in tal modo provocato uno stato di guerra con tutte le Potenze Alleate ed Associate e con altre fra le Nazioni Unite e che ad essa spetta la sua parte di responsabilità della guerra; e
Premesso che a seguito delle vittorie delle Forze alleate e con l’aiuto degli elementi democratici del popolo italiano, il regime fascista venne rovesciato il 25 luglio 1943 e l’Italia, essendosi arresa senza condizioni, firmò i patti d’armistizio del 3 e del 29 settembre del medesimo anno; e
Premesso che dopo l’armistizio suddetto Forze Armate italiane, sia quelle governative che quelle appartenenti al Movimento della Resistenza, presero parte attiva alla guerra contro la Germania, l’Italia dichiarò guerra alla Germania alla data del 13 ottobre 1943 e così divenne cobelligerante nella guerra contro la Germania stessa; e
Premesso che le Potenze Alleate ed Associate e l’Italia desiderano concludere un trattato di pace che, conformandosi ai principi di giustizia, regoli le questioni che ancora sono pendenti a seguito degli avvenimenti di cui nelle premesse che
precedono, e che costituisca la base di amichevoli relazioni fra di esse, permettendo così alle Potenze Alleate ed Associate di appoggiare le domande che l’Italia presenterà per entrare a far parte delle Nazioni Unite ed anche per aderire a qualsiasi convenzione stipulata sotto gli auspici delle predette Nazioni Unite;
Hanno pertanto convenuto di dichiarare la cessazione dello stato di guerra e di concludere a tal fine il presente Trattato di Pace ed hanno di conseguenza nominato i plenipotenziari sottoscritti, i quali dopo aver presentato i loro pieni poteri, che vennero trovati in buona e debita forma, hanno concordato le condizioni seguenti:

PARTE I

CLAUSOLE TERRITORIALI

SEZIONE I

CONFINI

La descrizione della linea di confine tra il Territorio Libero, Italia e Jugoslavia di questo Trattato è stata fatta con carte geografiche del Regime Fascista, in quanto a causa delle leggi razziali, all’epoca, praticamente non esistevano più mappe in lingua slovena o croata, perciò tutti i villaggi, monti e fiumi sono descritti solo con la denominazione italiana (vedi anche mappa esposta sul sito). Tale fatto non pregiudica che le mappe geografiche dell’era prefascista erano composte sia in lingua slovena, italiana, croata, tedesca e ungherese.

Articolo 4

La frontiera fra l’Italia ed il Territorio Libero di Trieste sarà fissata come segue:

(i) La frontiera parte da un punto situato sul limite amministrativo fra le Province di Gorizia e Trieste a ca. 2 km a nord est del villaggio di San Giovanni ed a ca. 0,5 km del punto 208, che costituisce il punto comune delle frontiere della Jugoslavia , dell’Italia e del Territorio Libero di Trieste, e si dirige verso sudovest fino ad un punto comune adiacente alla strada statale n° 14 e approssimativamente a 1 km a nord-ovest della giunzione delle strade statali n° 55 e n° 14 che rispettivamente da Gorizia e da Monfalcone vanno a Trieste.
(ii) da questo punto la linea si dirige verso sud fino ad un punto situato sul golfo di Panzano, equidistante da Punta Sdobba, alle foci del Isonzo (Soca), e dal Castello Vecchio a Duino, circa 3.3 km a sud del punto ove essa abbandona la costa, punto situato approssimativamente a 2 km a nord-ovest del villaggio di Duino;
(iii) da questo punto la linea raggiunge l’alto mare passando ad eguale distanza dalla costa italiana e del Territorio Libero di Trieste;
La mappa a cui si riferisce questa descrizione figura nel Allegato I.

Nella versione russa del Trattato di Pace con l’Italia è presente la seguente nota:
“Il 5 ottobre 1954 è stato firmato a Londra un accordo sulla partizione del Territorio Libero di Trieste tra Italia e Jugoslavia. La lettera del 13 ottobre del 1954 indirizzata al Presidente del Consiglio di Sicurezza dal rappresentante permanente dell’URSS e delle Nazioni Unite riferisce che il governo sovietico prende atto di tale accordo come un aiuto per raggiungere normali relazioni tra Jugoslavia e l’Italia e per indebolire la situazione di tensione presente in Europa.”
Fonte: http://lawrussia.ru/bigtexts/law_2560/index.htm

Articolo 21

1. In virtù del presente articolo viene costituito il Territorio Libero di Trieste, la cui estensione e delimitata dal Mare adriatico e dalle frontiere definite agli articoli 4 e 22 del presente Trattato. Il Territorio Libero è riconosciuto dalle Potenze alleate ed associate e dall’Italia, le quali convengono che la sua integrità e la sua indipendenza verranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
2. La sovranità dell’Italia sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, come definito più sopra, avrà termine a partire dal momento dell’entrata in vigore del presente Trattato.

Le mappe presenti nell’Allegato I del Trattato di Pace con l’Italia sono state approvate nel dicembre 1946. Gli Allegati VI , VII e VIII, ovvero lo Statuto Permanente per il TLT, il Regime Provvisorio per il TLT e lo Strumento per il PLT sono stati votati ed approvati dal Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York il 10 gennaio 1947.
Il Trattato di Pace con l’Italia é stato firmato a Parigi in data 10 Febbraio 1947 ed é entrato in vigore il 15 Settembre 1947.
Perciò il TLT e PLT erano un mese prima della firma e sette mesi prima, dell’entrata in vigore del Trattato di Pace, già dichiarate NAZIONI assestanti.

3. Dal momento in cui la sovranità italiana e terminata, il Territorio Libero di Trieste sarà governato in conformità alle disposizioni di uno Strumento di regime provvisorio, stabilito dal Consiglio dei Ministri degli Esteri e approvato dal Consiglio di Sicurezza. Questo Strumento resterà in vigore sino alla data che verrà fissata dal Consiglio di Sicurezza per l’entrata in vigore dello Statuto Permanente, che sarà approvato dallo stesso Consiglio di Sicurezza. A decorrere da quella data il Territorio Libero sarà governato dallo Statuto Permanente. I testi dello Statuto Permanente e lo Strumento per il Regime Provvisorio sono contenuti negli Allegati VI e VII.
4. Il Territorio Libero di Trieste non sarà considerato come territorio ceduto ai sensi dell’articolo 19 e dell’Allegato XIV del presente Trattato.

L’articolo 19 e l’Allegato XIV, sopra menzionati, si riferiscono al fatto che i territori ceduti dall’Italia passano sotto le giurisdizioni degli Stati vincitori già esistenti, invece il TLT e PLT vengono considerati come nuovi Stati.

5. L’Italia e la Jugoslavia si impegnano di dare al Territorio Libero di Trieste tutte le garanzie indicate nell’Allegato IX.

Articolo 22

La frontiera tra la Jugoslavia ed il Territorio Libero di Trieste sarà stabilita come segue:
(i) La frontiera parte da un punto situato sul confine amministrativo che separa le Province di Gorizia e Trieste a ca. 2 km nord-est del villaggio di San Giovanni e a circa 0.5 km nord-ovest del punto 208, che costituisce il punto d’incontro delle frontiere della Jugoslavia, dell’Italia e del Territorio Libero di Trieste e segue questo confine amministrativo sino al Monte Lanaro (punto 546), e di là, in direzione sud-est, sino a Monte Cocusso (punto 672) passando punto 461, Meducia (punto 475), Monte dei Pini (punto 476), ed il punto 407, che attraversa la grande strada n° 58 da Trieste a Sesana, a circa 3.3 km a sudovest di detta città lasciando ad est i villaggi do Vogliano e di Orie e approssimativamente a 0.4 km ad ovest il villaggio di Zolla.
(ii) Dal Monte Cocusso, la linea continua in direzione sud-est, lasciando ad ovest il villaggio di Grozzana, raggiunge il Monte Goli (punto 621) e di là, prendendo la direzione sud-ovest, taglia la strada di Trieste a Cosina a punto 455 e la ferrovia a punto 485, passa per i punti 416 e 326, lasciando in Jugoslavia i villaggi di Beca e di Castel, taglia la strada da Ospo a Gabrovizza d’Istria a circa 100 metri sud-est di Ospo, di lá la linea attraversa il fiume Risano e taglia la strada da Villa Decani a Risano in un punto situato a circa 350 metri ad ovest di Risano, lasciando in Jugoslavia il villaggio di Rosario e la strada da Risano a San Sergio, di là, la linea raggiunge l’incrocio stradale situato a circa 1 km, a nordest di punto 362 passando per i punti 285 e 354.
(iii) Di là la linea raggiunge un punto situato approssimativamente a 0.5 km ad est del villaggio Cernova, attraversa il fiume Dragogna a circa 1 km a nord di detto villaggio, lasciando ad ovest i villaggi di Bucciai e di Truscolo e ad est il villaggio di Tersecco, e di là si dirige verso sud-ovest, a sud-est della strada che raccorda i villaggi di Cernova e Cervoi, abbandonando questa strada a 0.8 km, ad est del villaggio di Cucciani, e di là in direzione generale sud-sud-ovest, passando a circa 0.4 km, ad est di Monte Braico ed approssimativamente a 0.4 km, ad ovest del villaggio di Sterna Filaria, lasciando ad est la strada che raccorda questo villaggio a Piemonte, passando a circa 0.4 km, ad ovest della città di Piemonte e a circa 0.5 km ad est della città Castagna, e raggiungendo il fiume Quieto in un punto situato approssimativamente a 1.6 km, a sud-ovest della città di Castagna.
(iv) di là la linea segue il corso del canale principale del Quieto sino alla foce di detto fiume e attraverso Porto di Quieto raggiunge l’alto mare restando ad eguale distanza dalla costa del Territorio Libero di Trieste e da quella della Jugoslavia.

La mappa a cui si riferisce questa descrizione figura nel Allegato I.

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Articolo 78

1. In quanto non l’abbia già fatto, l’Italia ristabilirà tutti i legittimi diritti ed interessi delle Nazioni Unite e dei loro cittadini in Italia, quali esistevano alla data del 10 giugno 1940 e restituirà ad esse e ai loro cittadini, tutti i beni ad essi appartenenti, nello stato in cui attualmente si trovano.
2. Il Governo italiano restituirà tutti i beni, diritti ed interessi di cui al presente articolo, liberi da ogni vincolo o gravame di qualsiasi natura, a cui possano essere stati assoggettati per effetto della guerra e senza che la restituzione dia luogo alla percezione di qualsiasi somma da parte del Governo italiano. Il Governo italiano annullerà tutti i provvedimenti, compresi quelli di requisizione, di sequestro o di controllo, che siano stati adottati nei riguardi dei beni delle Nazioni Unite tra il 10 giugno 1940 e la data di entrata in vigore del presente Trattato. Nel caso in cui i beni non siano restituiti entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente Trattato, dovrà essere presentata istanza alle autorità italiane nel termine di 12 mesi dall’entrata in vigore del presente Trattato, salvo il caso in cui il richiedente sia in grado di dimostrare che gli era impossibile di presentare la propria istanza entro il termine suddetto.
3. Il Governo italiano annullerà i trasferimenti riguardanti beni, diritti e interessi di qualsiasi natura appartenenti a cittadini delle Nazioni Unite, quando tali trasferimenti siano stati effettuati con violenza o costrizione da parte di Governi dell’Asse o di loro organi, durante la guerra.
4. (a) Il Governo italiano sarà responsabile della rimessa in ottimo stato dei beni restituiti a cittadini delle Nazioni Unite, ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo. Nei casi in cui i beni non possano essere restituiti o in cui, per effetto della guerra, un cittadino delle Nazioni Unite abbia subito una perdita, a seguito di lesioni o danno arrecato ad un bene in Italia, egli riceverà dal Governo italiano, a titolo d’indennità, una somma di lire, fino alla concorrenza di due terzi della somma necessaria, alla data del pagamento, per l’acquisto di un bene equivalente o per compensare la perdita subita. In nessun caso i cittadini delle Nazioni Unite potranno avere, in materia d’indennità, un trattamento meno favorevole di quello accordato ai cittadini italiani.
(b) I cittadini delle Nazioni Unite, che posseggono direttamente o indirettamente partecipazioni in società o associazioni che non abbiano la nazionalità di una delle Nazioni Unite, secondo la definizione data al paragrafo 9 a) del presente articolo, ma che abbiano subito una perdita, a seguito di lesione o danno arrecato a beni in Italia, saranno indennizzati ai sensi della linea a) di cui sopra.
Tale indennità sarà calcolata in funzione della perdita totale o del danno subito dalla società o associazione e il suo ammontare, rispetto alla perdita o al danno subito, sarà nella medesima proporzione intercorrente tra la quota di partecipazione posseduta da detti cittadini nella società o associazione od associazione stessa.
(c) L’indennità sarà versata, al netto da ogni imposta, tassa o altra forma d’imposizione fiscale. Tale indennità potrà essere liberamente spesa in Italia, ma sarà sottoposta alle disposizioni, che siano in vigore in Italia in materia di controllo dei cambi.
(d) Il Governo italiano accorderà ai cittadini delle Nazioni Unite un’indennità in lire, nella stessa misura prevista alla linea a), per compensare le perdite o i danni risultanti dall’applicazione di speciali provvedimenti, adottati durante la guerra nei confronti dei loro beni, che non si applicavano invece ai beni italiani. Il presente alinea non si applica ai casi di lucro cessante.
5. Tutte le spese ragionevoli a cui darà luogo in Italia la procedura di esame delle domande, compresa la determinazione dell’ammontare delle perdite e dei danni, saranno a carico del Governo italiano.
6. I cittadini delle Nazioni Unite ed i loro beni saranno esentati da ogni imposta, tassa, o contributo di carattere straordinario a cui il Governo italiano o altra autorità italiana abbia sottoposto i loro capitali in Italia nel periodo compreso tra il 3 settembre 1943 e la data di entrata in vigore del presente Trattato, allo scopo specifico di coprire spese risultanti dalla guerra o per far fronte al costo delle forze di occupazione e delle riparazioni da pagarsi ad una qualsiasi delle Nazioni Unite. Tutte le somme, che siano state a detto titolo percepite, dovranno essere restituite.
7. Nonostante i trasferimenti territoriali, a cui si provvede con il presente Trattato, l’Italia continuerà ad essere responsabile per le perdite o i danni subiti durante la guerra dai beni appartenenti a cittadini delle Nazioni Unite nei territori ceduti o nel Territorio Libero di Trieste. Gli obblighi contenuti nei paragrafi 3, 4, 5 e 6 del presente articolo saranno egualmente a carico del Governo italiano, rispetto ai beni appartenenti a cittadini delle Nazioni Unite nei territori ceduti o nel Territorio Libero di Trieste, ma soltanto nella misura in cui ciò non sia in contrasto con le disposizioni del paragrafo 14 dell’Allegato X e del paragrafo 14 dell’Allegato XIV del presente Trattato.
8. Il proprietario dei beni di cui trattasi e il Governo italiano potranno concludere tra loro accordi in sostituzione delle disposizioni del presente articolo.
9. Ai fini del presente articolo:
(a) L’espressione «cittadini delle Nazioni Unite» si applica alle persone fisiche, che siano cittadini di una qualsiasi delle Nazioni Unite ed alle società o associazioni costituite secondo le leggi di una delle Nazioni Unite alla data dell’entrata in vigore del presente Trattato, a condizione ch’esse già possedessero tale qualità il 3 settembre 1943, alla data cioè dell’Armistizio con l’Italia.
L’espressione «cittadini delle Nazioni Unite» si applica anche a tutte le persone fisiche e alle società o associazioni, che, ai sensi della legislazione in vigore in Italia durante la guerra, siano state considerate come nemiche.

Il termine “cittadini delle Nazioni Unite” ovvero “United Nation nationals” definisce tutti i cittadini che facevano parte dei paesi alleati ed associati nella oppure subito dopo la II° Guerra Mondiale ovvero l’embrione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite del 1945. Inoltre sono considerati “cittadini delle Nazioni Unite” anche tutte le persone che erano residenti nei territori ceduti dall’Italia e cittadini, società oppure associazioni originari del TLT in quanto lo stesso con la 16° Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 10 gennaio 1947 ovvero un mese prima della firma del Trattato di Pace era divenuto (o meglio ritornato) uno Stato assestante facente parte dell’ONU.

(b) Il termine «proprietario» serve a designare il cittadino di una delle Nazioni Unite, secondo la definizione data alla linea a) di cui sopra, che abbia un titolo legittimo di proprietà sul bene di cui trattasi e si applica anche al successore del proprietario, a condizione che tale successore sia anch’egli cittadino delle Nazioni Unite, ai sensi della linea a). Se il successore ha acquistato il bene,
quando questo era già danneggiato, il venditore conserverà i suoi diritti all’indennità prevista dal presente articolo senza pregiudizio delle obbligazioni esistenti tra il venditore e l’acquirente, ai sensi della legislazione locale.
(c) Il termine «beni» serve a designare tutti i beni mobili e immobili, materiali ed incorporei, compresi i diritti di proprietà industriale, letteraria e artistica e tutti i diritti od interessi in beni di qualsiasi natura. Senza pregiudizio delle disposizioni generali precedenti, l’espressione «beni delle Nazioni Unite e dei loro cittadini» comprende tutti i mezzi galleggianti destinati alla navigazione marittima e fluviale, compresi gli strumenti e l’armamento di bordo, che hanno appartenuto alle Nazioni Unite o ai loro cittadini o che sono stati iscritti nel territorio di una delle Nazioni Unite o hanno navigato battendo la bandiera di una delle Nazioni Unite e che, posteriormente al 10 giugno 1940, sia che si trovassero in acque italiane o che vi fossero state portate a forza, sono state poste sotto il controllo delle autorità italiane come beni nemici o hanno cessato di essere a libera disposizione in Italia delle Nazioni Unite o dei loro cittadini, a
seguito delle misure di controllo adottate dalle autorità italiane in relazione all’esistenza di uno stato di guerra tra membri delle Nazioni Unite e la Germania.

Articolo 88

1. Qualsiasi membro delle Nazioni Unite, non firmatario del presente Trattato, che è in guerra con l’Italia, e Albania, può aderire al Trattato e sarà considerato, subito dopo la sua adesione, come potenza Associata per l’applicazione del Trattato.

Il Territorio Libero ed il Porto Libero di Trieste, che compongono la Nazione Internazionale di Trieste, sono riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite perché approvate con la 16 Risoluzione del Consiglio di Sicurezza e perché lo stesso Consiglio di Sicurezza è garante dell’integritá territoriale, neutralitá e demilitarizzazione di questi due Stati (vedi Statuto Permanente del TLT, Allegato VI, artt. 1-3).
Tale riconoscimento e dovuto al fatto storico riconducibile all’epoca dell’Impero Austro-Ungarico nel quale il Kronland di Triest era riconosciuto come Città-Stato incorporato nello stesso Impero in egual maniera come tutte le altre nazioni che ne facevano parte.
Con l’annullamento del Trattato di Rapallo (1920) per mezzo del presente Trattato di Pace (vedi Articolo 1) si pose fine alle pretese territoriali da parte italiana e jugoslava scaturite dall’allora annessione di Trieste al Regno d’Italia e poi all’Italia Fascista (come anche l’annessione alla Germania Nazista 1943-45) per restituire questa nazione multietnica alla popolazione autoctona triestina.

1. Gli strumenti di adesione possono essere depositati al Governo della Repubblica francese ed entrano in effetto subito dopo.

Articoli 89
Le disposizioni del presente Trattato non conferiranno alcun diritto o beneficio ad alcuno Stato designato nelle Premesse come una delle Potenze Alleate e Associate o ai rispettivi cittadini, finché detto Stato non sia divenuto parte contraente del Trattato, attraverso il deposito del proprio strumento di ratifica.

Articolo 90

Il presente Trattato, di cui il testo francese, inglese e russo fanno fede, dovrà essere ratificato dalle Potenze Alleate ed Associate. Esso dovrà anche essere ratificato dall’Italia. Esso entrerà in vigore immediatamente dopo il deposito delle ratifiche da parte della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, degli stati Uniti d’America e della Francia. Gli strumenti di ratifica saranno, nel più breve tempo possibile, depositati presso il Governo della Repubblica francese.
Per quanto concerne ciascuna delle Potenze Alleate od Associate, i cui strumenti di ratifica saranno depositati in epoca successiva, il Trattato entrerà in vigore alla data del deposito. Il presente Trattato sarà depositato negli archivi del Governo della Repubblica francese, che rimetterà copie autentiche a ciascuno degli Stati firmatari.

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