Jul 25 2011

L’Italia sospende la SOVRANITA’ dell’ONU sul Porto Libero di Trieste


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Dopo l’intervista al ministro degli esteri Frattini, già commentata nell’articolo NO SE POL (vedi QUI) sembra che le autorità italiane continuano a NON capire che nel Porto Libero di Trieste NON vige la legge italiana. Tale cosa e grave in quanto la Commissione Internazionale per il PLT consiglia volentieri come che si può risolvere la questione in forma legale e disciplinata, ma deve essere anche ascoltata.

Segue l’approfondimento sull’articolo uscito sul quotidiano “Il Piccolo” il 25 giugno.

Nota: I commenti sono a cura del presidente della Commissione Internazionale per il Porto Libero di Trieste, ed evidenziati in colore blu.

Fonte: Il Piccolo

25 giugno 2011

Biennale diffusa, sospeso il Punto franco

È attiva la sospensione del Punto franco in Porto vecchio per consentire lo svolgimento della «Biennale diffusa».Il prefetto Alessandro Giacchetti ha firmato il provvedimento, che si riferisce.
Nota: Il cosiddetto “Punto franco in Porto vecchio” fa parte del territorio del Porto Libero di Trieste nel quale vige la legge dell’Allegato VIII ovvero lo “Strumento per il PLT del Trattato di Pace con l’Italia firmato e ratificato dall’ONU e dall’Italia nel 1947 in quanto aveva perso la Seconda Guerra mondiale.
Il Porto Vecchio di Trieste è un territorio extraterritoriale (internazionale) di conseguenza anche extradoganale nel quale NON può essere applicata altra legge che quella contenuta nell’Allegato VIII. Nel Memorandum d’Intesa firmato a Londra il 5 ottobre 1954 tra gli ambasciatori d’Italia, Jugoslavia, Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Stati Uniti d’America, l’Italia si impegna nell’Articolo 5 testualmente: “5. Il Governo Italiano si impegna a mantenere il Porto Libero a Trieste in armonia con le disposizioni degli articoli da 1 a 20 dell’Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia.”
Le disposizioni di questo Articolo sono riportate anche nella LEGGE sulla Portualità italiana 84 del 1994 nel Articolo 6 paragrafo 12 ovvero testualmente: “E’ fatta salva la disciplina vigente per i punti franchi compresi nella zona del porto franco di Trieste.
Il Ministro dei Trasporti e della Navigazione, sentita l’Autorità Portuale di Trieste, con proprio decreto stabilisce l’organizzazione amministrativa per la gestione di detti punti franchi.”
Questo significa che la LEGGE 84/94 e valida per tutti i porti italiani ma non per le zone franche ovvero il Porto Libero dove vige la legge dell’Allegato VIII e solamente per l’Italia gli articoli da 1 a 20. Per tutti gli altri Stati incluso il Territorio Libero vigono tutti i 26 Articoli.
Dunque la seconda frase della Legge 84/94 italiana è annullata dalla prima frase, in quanto ne “Il Ministro dei Trasporti e della Navigazione,” ne “l’Autorità Portuale di Trieste” italiana hanno la facoltà di decretare o stabilire “l’organizzazione amministrativa per la gestione di detti punti franchi.”, bensì hanno l’obbligo di gestire il Porto Libero conforme “Lo Strumento per il Porto Libero” ovvero Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia.
Visto che il Memorandum d’Intesa del 1954 è stato firmato a causa della Guerra Fredda, visto che questa guerra è finita convenzionalmente con la caduta del muro di Berlino nel 1989, quindi l’amministrazione provvisoria italiana sul PLT e anche sul TLT non ha più ragione d’esistere, si può considerare il “provvedimento” per la sospensione della legge vigente ovvero dell’Allegato VIII illegale, nonché un atto d’appropriazione di territorio internazionale di fatto.

 […]

Conclusione:

Nel 1954 le forze di sicurezza sotto controllo del CONSIGLIO di SICUREZZA hanno SOSPESO la protezione per il Territorio Libero e Porto Libero di Trieste e nel 2011 le forze di sicurezza ITALIANE hanno SOSPESO la sovranità internazionale sul territorio dell’ORGANIZAZZIONE delle NAZIONI UNITE.

Entrambe le SOSPENSIONI sono ILLEGALI e DEVONO CESSARE in quanto il Territorio Libero che include il Porto Libero di Trieste è una città porto marittima strategica con lo scopo di garantire che le vie di transito di Trieste siano accessibili in termini uguali per tutto il commercio internazionale e della Slovenia e Croazia (ex Jugoslavia), Italia e dei stati dell’Europa Centrale come previsto nell’Articolo 1 dello Strumento per la gestione del Porto Libero di Trieste.

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